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Profughi in classe a Paese. La conoscenza fa paura al potere

Di sgradevole nella vicenda di Paese c’è l’indebita ingerenza dell’amministrazione comunale nella programmazione della scuola: un atto che lede l’autonomia scolastica. Che un sindaco possa mettere becco su un ciclo di incontri - peraltro già approvato dagli organi deputati - e scomunicare un dirigente scolastico è inaudito. Ora ci si mette anche l’ineffabile assessore regionale Elena Donazzan che minaccia di inviare gli ispettori. Un déjà vu. Ma per accertare cosa? Nulla di nuovo nella provincia dove alcuni sindaci sfilano per non accogliere i profughi e si girano dall’altra parte come se il fenomeno non li riguardasse; dove una persona come il prof. Antonio Silvio Calò viene contestata durante un dibattito per aver accolto nella casa, in maniera cristiana e alla luce del sole, sei richiedenti asilo; dove molti sono prigionieri dei loro steccati mentali e materiali, del tutto identici alle frontiere che alcuni paesi europei (europei solo dal punto di vista geografico) stanno alzando.

Macroregione Triveneta. Sì, ma strada in salita

C'erano una volta le Tre Venezie: Euganea, Tridentina, Giulia. Un'invenzione culturale, prima che geografica. Poi vennero le tre Regioni, due nate addirittura con il trattino, quindi "artificiali" come le definirebbe Claudio Magris. Due Regioni "speciali", figlie della guerra e soprattutto del dopoguerra. Poi arrivò il Nordest, una dimensione economica e quasi antropologica; un modo di essere, di pensare, di costruire, ma poco altro. Ho letto con attenzione il documento programmatico dei promotori della Macroregione Triveneta. Clicco "mi piace". C'è un senso logico nella proposta di fondere le tre regioni: si tratta di dare un'unica governance a una realtà che in gran parte già esiste e che consentirebbe di superare steccati oggi incomprensibili. Tutto ciò che va nella direzione di realizzare economie di scopo e di scala attraverso fusioni istituzionali che interessano aree omogenee o complementari, deve essere salutato positivamente. Dai Comuni alle Regioni.

Fondi alle Scuole Materne: i ritardi vergognosi della Regione sono una condanna per le famiglie

"Se le 229 scuole materne del Trevigiano avanzano arretrati ancora dal 2013 e tutta la quota del 2014 (quasi 9 milioni di euro), vuol dire che la Regione non considera importante il ruolo che svolgono per il territorio.”
Così il candidato consigliere regionale del Partito Democratico, Daniele Ceschin.
“Il prossimo 9 giugno – spiega Ceschin - sarò in piazza con la Fism di Treviso per ribadire che non si può chiedere, con il cappello in mano, dei fondi che sono dovuti.”
“Sono vicino ai genitori e ai sindaci – aggiunge il rappresentante Democratico - che stanno difendendo le scuole materne in numerose realtà del Trevigiano. In molti comuni, infatti, quello delle scuole materne parrocchiali costituisce un servizio fondamentale, spesso l'unico, per le nostre famiglie e i nostri figli, ma viene messo in pericolo dai ritardi della Regione nell'erogare i fondi.”

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